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Kick Off Meeting del Progetto EARLYDEM, Lund, Svezia

I giorni 24 e 25 Ottobre si è tenuto a Lund, Svezia, il kick off meeting del progetto EARLYDEM. Il Dr. Oscar Zanutto e la Dott.ssa Romina Piersimoni hanno partecipato all’evento in quanto ISRAA costituisce parte operativa del progetto, il cui consorzio si compone di sette partner internazionali: Lund University, Svezia, Corporation for Succor and Care of Elderly and Disabled -FRODIZO, Grecia, ETAIRIA NOSOU ALZHEIMER KAI SINAFON DIATARAXON ATHINON SOMATEIO, Grecia, INTERACTIVE 4D, Francia, ISTITUTO PER SERVIZI DI RICOVERO E ASSISTENZA AGLI ANZIANI, TECH4CARE SRL Italia e TRELLEBORGS KOMMUN, Svezia.

Gli esperti delle varie organizzazioni durante
un momento di confronto e condivisione

Il progetto, finanziato dai fondi afferenti al Programma ERASMUS +, mira a sviluppare un protocollo di formazione, anche digitale, indirizzato a caregivers formali ed informali e professionisti dell’assistenza sociale. L’intento è trasmettere le conoscenze necessarie e gli strumenti adeguati ad effettuare un’identificazione precoce della demenza, per poter conseguentemente avviare un’azione di presa in carico tempestiva.

Un altro momento di scambio fra i partecipanti

Il team di esperti di ISRAA prenderà parte al percorso formativo previsto dal progetto, per poi supervisionare le diverse fasi del pilot site di Treviso e gestire le differenti attività previste per la sua implementazione.   

Il progetto, che ha avuto inizio ufficialmente il giorno 1 Ottobre 2019, si concluderà a fine Marzo 2022.

I membri del consorzio EARLYDEM
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Il Comune di Treviso e Faber si aggiudicano un finanziamento nell’ambito del Programma “Interreg Alpine Space” con il Progetto T.A.A.F.E.

Il Comune di Treviso, in partnership con Faber, ha ottenuto un importante finanziamento nell’ambito del Programma Interreg Alpine Space 2014-2020 presentando il Progetto T.A.A.F.E., acronimo che sta per Toward an Alpine Age- Friendly Environment. Tramite lo sviluppo di un inedito Toolkit metodologico-operativo sul tema della co-creazione partecipata, T.A.A.F.E. intende sostenere il coinvolgimento di anziani, rappresentanze politiche, istituti di ricerca e realtà del territorio, in un processo di miglioramento dei servizi e nella strutturazione di un ambiente più favorevole ai seniors.

Il Toolkit farà da supporto ai rappresentati pubblici nei diversi percorsi di co-generazione che verranno progressivamente avviati, i quali risponderanno alle peculiarità sociali e geografiche delle diverse aree interessate. Il progetto si basa infatti su una partnership molto ampia, che, oltre alla città di Treviso, coinvolge realtà francesi, svizzere, slovene e austriache.

Obiettivo indiretto, ma non per questo secondario, del progetto è il contrasto dell’isolamento sociale che investe un’ampia fetta della popolazione anziana, favorendone l’inclusione nell’ottica di restituire ai cittadini anziani la possibilità di interagire con il territorio in autonomia e sicurezza.

Ecco l’articolo pubblicato dal Gazzettino in occasione della Conferenza Stampa organizzata per la presentazione del Progetto.

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Il Team Faber ad Aarhus, Danimarca, partecipa al Forum AAL 2019

Dal 23 al 25 Settembre, nella suggestiva cornice della città danese di Aarhus, il team Faber ha preso parte al Forum AAL “Smarter practical implementation of digital solutions to enhance active and healthy living” e alla Conferenza dei partners aderenti all’EIP on AHA ospitata al suo interno.

AAL, acronimo di Active Assisted Living Programme, è un programma di finanziamento europeo il cui principale obiettivo consiste nel porre le basi per la creazione di una migliore qualità di vita delle persone anziane, rafforzando le opportunità industriali nel campo della tecnologia e dell’innovazione. La tecnologia, la digitalizzazione di cura e assistenza e la loro sperimentazione nell’ambito dei servizi ai seniors rappresentano dunque i cardini del programma, perseguiti mediante calls annuali volte a selezionare le idee e le proposte più innovative in questo settore. Il forum di quest’anno si è concentrato su cinque nodi cruciali:

  • l’individuazione di strategie di implementazione e sostenibilità capaci ammortizzare i costi legati alla produzione delle tecnologie, aumentare la consapevolezza dei policy makers e dei servizi circa le opportunità legate all’applicazione della tecnologia nel settore, nonché abbattere il digital gap che interessa anziani e caregivers;
  • lo sviluppo di ecosistemi age-friendly, dunque di ambienti urbani che mettano gli  anziani nella condizione di vivere e adoperare attivamente lo spazio pubblico in sicurezza e autonomia;
  • il tema di etica e privacy per ciò che concerne l’acquisizione e la gestione dei dati sanitari;
  • la creazione di migliori condizioni per l’aumento della partecipazione e dell’attività delle PMI (piccole e medie imprese) nel mercato;
  • infine, una riflessione circa l’utilità del digitale per favorire una ottimizzazione delle condizioni di lavoro e ampliare le opportunità di impiego per la fascia anziana della popolazione.

 L’EIP on AHA -European Innovation Partnership on Active and Healthy Ageing- non poteva dunque trovare sfondo più adatto per la propria conferenza annuale. L’iniziativa di partnership, lanciata e supportata dalla Comunità Europea, mira infatti a sostenere l’innovazione e la trasformazione digitale proprio nell’ambito dell’invecchiamento attivo, puntando al miglioramento della salute e della qualità di vita dei cittadini europei più anziani, supportando la sostenibilità a lungo termine e l’efficienza del sistema socio-sanitario, spronando la competitività dell’industria europea attraverso l’espansione del business in nuovi mercati.

Faber partecipa come membro attivo alla partership contribuendo all’Action Group C2 “Independent Living Solutions”, che ha come finalità lo sviluppo di soluzioni interoperative per una vita indipendente e l’individuazione di linee guida per modelli di business in questo specifico frangente. Le azioni del gruppo mirano da un lato a stimolare la diffusione di soluzioni di cura e assistenza personalizzate che siano conformi a precisi standard globali garanti della loro idoneità, dall’altro alla realizzazione di piattaforme interoperative e nuove sperimentazioni sul ritorno dell’investimento. Questo duplice approccio si rende necessario nella volontà di creare un mercato di prodotti e servizi gestibili sotto il profilo dei costi, e per rafforzare la ricerca e l’innovazione tramite l’attivazione di partenariati tra pubblico e privato. Ad oggi l’Action Group ha raccolto circa cento impegni, fornendo un contributo essenziale nel processo di costruzione di un mercato innovativo di prodotti e servizi economicamente sostenibili, che mettano gli anziani nelle condizioni di poter vivere una vita più attiva e indipendente.

L’incontro tra partners tenutosi in occasione del forum, si è concentrato sulle questioni di etica, privacy e protezione dei dati, ponendo sotto la esame la necessità di individuare un protocollo unitario e un’agenzia unica incaricata della loro gestione e tutela. Tema del workshop è stato pertanto come agire affinché le persone anziane, per lo più tecnologicamente inesperte, ma ciò nonostante utilizzatrici di soluzioni tecnologiche non medicali, si sentano sicure riguardo la raccolta e la gestione dei loro dati, quindi sulla tutela della loro privacy. Di grande interesse le conclusioni emerse dal confronto, articolatesi in particolare attorno al nodo “fiducia”: la condivisione dei dati appare infatti, prima di tutto, una questione di fiducia. In alcuni paesi europei infatti, autorità e amministrazione pubblica incontrano notevoli difficoltà nella raccolta dei dati dal momento che la popolazione non ripone in esse e nei serviziad esse connessi un buon livello di fiducia. Le autorità pubbliche locali dovrebbero pertanto assumere un ruolo attivo proprio nella diffusione delle informazioni sulla legislazione in materia di etica, trattamento dei dati e tutela della privacy al fine di tenere la società informata, fornendo così forme di rassicurazione e garanzia.  Per ciò che pertiene invece la dimensione delle politiche europee, è emerso come il mercato delle soluzioni digitali e tecnologiche di natura non medica, soluzioni che nei fatti fanno da collettori di una enorme quantità di dati di cifra personale, risulti ancora fortemente deregolamentato e come non sia stata di conseguenza ancora prodotta alcuna etica relativamente alla loro raccolta, gestione e tutela. Una delle soluzioni verso cui appare prioritario dirigere l’azione è dunque la strutturazione di un ecosistema di prodotti “certificato” e affidabile, ciò anche nell’ottica di avviare un processo di standardizzazione simile a quello sviluppato nel caso dei robot per la cura della persona ISO 13482 o i prodotti ausiliari.

A conclusione dei lavori, è stata presentata la versione aggiornata l’Action Plan 2018-20, che contiene gli obiettivi e le strategie che dirigeranno l’azione del gruppo sino a fine 2020.

In questo stimolante scenario, il team Faber ha avuto occasione di conoscere più da vicino le nuove linee di sviluppo europeo nell’ambito di innovazione e salute, di incontrare i membri della partnership, di contribuire al dibattito partecipando alle numerose conferenze e workshop, sfruttando inoltre l’occasione per presentare alle realtà presenti i propri progetti a tema ICT.

Il dott. Zanutto e il dott. Tuis in compagnia della mascotte del Forum, vera star dell’evento!
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“Un robot per amico”. Tre esperti si confrontano sull’applicazione della tecnologia alla vita quotidiana

Dal 13 al 15 Settembre, I.S.R.A.A. ha avuto l’onore di ospitare l’edizione 2019 dell’Alzheimer Fest, evento sostenuto dall’omonima associazione con lo scopo di diffondere una percezione nuova dell’Alzheimer, smontando gli stereotipi ad essa abitualmente collegati. In questo scenario, nell’ambito dell’iniziativa “Medici Senza Camice”, il dott. Oscar Zanutto, coordinatore di Faber, ha organizzato un incontro dal titolo “Un robot per amico”, mettendo in dialogo tre ospiti di eccezione: Santi Ristol, Direttore del Mobile Competence Center di Worldline, membro di Atos Scientific Community e membro di WIN- Worldline Innovation Network-, Walter Liebhart, CEO di ILOGS, azienda sviluppatrice di softwares e tecnologie all’avanguardia e Vittorio Filippi, sociologo, docente presso lo Iusve di Venezia. Durante l’incontro, in veste informale e in interazione con il pubblico presente, gli ospiti hanno affrontato il tema dell’ausilio dei robot nell’assistenza alle persone con Alzheimer, focalizzandosi sulle molteplici e diversificate applicazioni dell’intelligenza artificiale nella cura e nel sostegno quotidiani: dalla vigilanza e monitoraggio degli spostamenti dell’utente, allo sviluppo di modalità di interazione plasmate a partire dal suo comportamento e sul suo modello relazionare. Sperimentazioni in tal senso hanno infatti già dimostrato di avere ripercussioni positive non solo sul benessere della persona malata, ma anche su quello di familiari e caregivers.

I tre ospiti e il dott. Zanutto durante l’incontro

Santi Ristol ha in seguito approfondito il tema dell’Integrated Care, soffermandosi in particolare sull’uso di devices e wearable devices nella quotidianità ai fini del monitoraggio dei parametri vitali e per la diagnosi precoce di numerose patologie, fra le quali appunto lo stesso Alzheimer. Walter Liebhart ha in seguito spostato il fuoco sulle potenzialità del device come strumento di socializzazione, inclusione sociale e supporto, in un più ampio percorso di presa di consapevolezza del singolo sul proprio stile di vita e sulle proprie abitudini. Dispositivi come tablet e smartwatch si prestano infatti a fungere tanto da cassa di risonanza del legame sociale, consentendo ad esempio un prolungamento dell’interazione oltre lo scambio basato sulla prossimità fisica, quanto a vedere impiegate le proprie funzionalità per monitorare, fra i numerosissimi elementi, l’attività fisica o la dieta. Filippi ha infine chiuso il dibattito con una riflessione circa l’opportunità di sviluppare un approccio “umanistico” alla tecnologia, facendo di essa un catalizzatore dell’interazione e prolungamento del legame sociale, scansando il rischio di trasformarla in “altro da noi”, e sviluppandola piuttosto nella forma di una “estensione dell’umano”.